IMMERSIONI: I fondali Marini della Riviera dei Cedri
Scritto da Scalea
Sunday 25 February 2007
nella foto, il piroscafo francese "Lillois"
IMMERSIONI: I fondali Marini della Riviera dei Cedri
Il nostro viaggio marino parte da uno degli angoli più affascinanti della regione: L’Isola di Dino. Circondata da un mare azzurro e ricco di grotte naturali con stalagmiti e stalattiti ricade nel comune di Praia a Mare nell’alto tirreno cosentino. È considerata dai sub un paradiso per i suoi fondali che arrivano fino ai 45 m e per la foresta di paramuricea con i suoi ventagli, ma anche per le numerose e suggestive grotte: la Grotta del Leone, quella Azzurra, delle Sardine, del Fontone, tante per citarne qualcuna , nei pressi del ponte di ferro, incontriamo una scogliera che dai 6 m sprofonda sino ai 22 m dove non è raro incontrare il pesce bianco, le corvine, le cernie. Proseguendo verso sud, si arriva a Scalea, il tratto della costa che va da S.Nicola Arcella a Scalea è davvero unica con fondali bellissimi, insenature come l’arco magno e grotte affascinati come quella della “Pecora” e del “trasj e jescj”. Inoltre a Scalea si può visitare il bellissimo relitto “dell’Lillois”: << La discesa su di un relitto è sempre affascinante, forse per quell’alone di mistero che avvolge ogni nave affondata e per la storia che ogni relitto può raccontare. Quella del “Lillois”, piroscafo francese affondato durante l’ultima guerra da un sommergibile a circa 2 mg. al largo di Scalea, sulla costa calabra che si affaccia sul Tirreno, è certamente interessante. Si tratta di una nave da trasporto a vapore, lunga 107 metri varata nel 1910 con il nome di “Student” e, in seguito, passata sotto bandiera francese con il nome di “Lillois”. Durante la seconda guerra mondiale la nave divenne preda bellica degli alleati italo-tedeschi e, il 28 marzo 1943, fu affondata, da un siluro lanciato da un sommergibile britannico. Oggi la nave, giace intera in assetto di navigazione, su un fondale fangoso che degrada fino ad oltre sessanta metri.>>Ancora più a sud, si giunge all’Isola di Cirella nota anche come ’isola della balena per la sua forma; i suoi fondali degradano dolcemente verso il largo sino ai 40 m. Preguendo si intravede la secca di Grisolia che dai 32 m di fondale sale sino ai 15 m.; qui si incontrano un vecchio relitto da sbarco portacarri frequentatissimo da dentici e dalle ricciole. Ma le meraviglie di questi fondali non finiscono certo qui. Con l’ausilio di sub esperti del luogo è possibile scoprire angoli sommersi di indubbia bellezza.