Carpe Diem : Se scegliessimo di andare con la Regione Basilicata?
Scritto da Scalea
Tuesday 20 March 2007
Carpe Diem : Se scegliessimo di andare con la Regione Basilicata?
<<La politica calabrese si muove come una lumaca che pretende di gareggiare i 100 metri. Il nostro sistema burocratico-amministrativo è troppo lento e lontano anni luce dalla ventilata e mai attuata fase di valorizzazione e riorganizzazione degli Enti locali. Manca la managerialità e la volontà concreta di approntare progetti con decisioni immediate ed opportune>>. E’ quanto afferma Francesco Saverio Di Lorenzo, presidente dell’associazione onlus Carpe Diem di Scalea che aggiunge <<abbiamo appreso, per esempio che la SS 18 è una priorità. Grazie, per avercelo ricordato>>.
<<Per averci rammentato che la stagione estiva è alle porte e che i problemi rimangono quelli di sempre, compreso il traffico caotico che i concittadini di Scalea e dei paesi limitrofi devono patire. La politica e la gestione amministrativa calabrese, purtroppo, non consegna alla storia un esempio di “buona amministrazione”, come detta uno dei principi basilari del diritto pubblico. I paesi dell’Alto Tirreno Cosentino, sono ai margini delle decisioni strutturali e politiche calabresi. Ci sentiamo abbandonati e lasciati ai margini degli investimenti strutturali del territorio. Quelli realizzati, come la cosiddetta aviosuperficie di Scalea, è l’ennesima opera, in ordine di tempo, servita a dare il contentino e che non vedremo mai operare come dovrebbe, cioè da volano turistico e commerciale. Ci dimostrino il contrario se le cose non stanno così. Sarò ben felice di rimangiarmi le parole>>. <<Ci siamo fatti il callo – prosegue Di Lorenzo - vedasi l’opera meglio conosciuta come “l’ospedale” di Scalea. Eppure il politico di turno, nel corso dei lunghi anni, ci ha sempre assicurato che si sarebbe realizzata. Abbiamo visto, con il delitto di Francesco Fortugno, quale doloroso epilogo ha avuto la sanità calabrese: Sanità che i cittadini vivono sulla propria pelle. Proprio in questi giorni ho vissuto la vicenda di un’anziana signora, iscritta alla mia Associazione, che dall’Ospedale di Cosenza, dove era ricoverata, si è vista catapultata al nosocomio di Catania, giunta dopo un lungo e sofferente viaggio con mezzi propri, solamente per sentirsi dire che loro non potevano fare nulla. La signora è stata costretta, a riaffrontare il viaggio di ritorno e ricoverarsi presso una clinica della zona che non le risolverà la sintomatologia. Morale della favola, certamente dovrà andare altrove, perché la Calabria non è attrezzata, né organizzata. Tutte queste inefficienze ed incongruità – conclude il presidente Di Lorenzo - mi danno lo spunto per lanciare una provocazione e chiedere, per esempio, agli abitanti di Tortora, Aieta, Praia a Mare, S. Nicola Arcella, Scalea, Santa Domenica Talao, Orsomarso, Verbicaro, Santa Maria del Cedro, paesi ai confini con la Basilicata, se non sarebbero d’accordo nel firmare una petizione con la quale chiedono di transitare nella competenza territoriale della Lucania. Tremo al pensiero del responso. E’ chiaro che è una forte provocazione che ad altro non serve se non a far riflettere i nostri politici>>.