Il litorale dell'alto tirreno cosentino compreso tra i comuni di Tortora e di Amantea, rappresenta uno dei tratti piú interessanti dell'intera regione Calabria.L'area é stata fatta oggetto, finora, di interventi provvisori, occasionali, disorganici con conseguente degrado ambientale, soprattutto costiero e mancato decollo di settori portanti dell'economia della zona: turismo, agricoltura, trasporti, piccola industria, artigianato.In tale tratto di costa sono comprese numerose scogliere da S. Nicola Arcella a Scalea , la Scogliera dei Rizzi tra Sangineto e Cetraro , lo scoglio della Regina Guardia Piemontese, comprendenti porzioni di roccia, attualmente emersa e/o sommersa, che rappresentano uno dei luoghi naturali fra i piú suggestivi della Calabria, in particolare le due uniche isole della Calabria Isola Dino (Praia a mare) Isola di Cirella (Diamante).Dal rilevamento geologico condotto nella zona, si é evidenziato che le formazioni rocciose, antecedenti al Miocene, assumono un aspetto molto frammentato, sono dislocate caoticamente e soggette ad intensa alterazione. Sul territorio in oggetto é stata individuata una formazione costituita, dal basso verso l'alto, da scisti sericitici con intercalati letti e lenti di calcare cristallino marmoreo, scisti verdi e filladi calcarei. L'erosione é molto intensa presso le falesie dove la roccia, essendo notevolmente fratturata, produce dei caratteristici fenomeni gravitativi di crollo. Gli studi condotti in campo botanico hanno prodotto enorme interesse naturalistico: le specie raccolte in un periodo di studio di circa due anni tra "Cetraro Porto" e la foce del Torrente San Tommaso sono state 419 di cui alcune di particolare importanza perché non comuni in Calabria e manifestamente in pericolo: ad es. la "Juniperus phoenicea", la "anthyllis barba-jovis" e la rara "pteris vittata", nota perché segnalata quale specie in via di riduzione e scomparsa su tutto il territorio nazionale.L'immersione in questi splendidi fondali permette la vista di numerose specie ittiche delle quali i nostri mari vanno velocemente impoverendosi: in questo tratto di mare domina la castagnola nera, vivono la cernia verace, l'alessandrina, il cavalluccio marino, lo sciarrano scriba, il cabrilla, la triglia di scoglio. Prima che la pesca, di frodo e non, facesse abbandonare ad alcune specie di pesci questi fondali, numerosissimi erano i dentici e le orate. Con l'istituzione del "Parco marino della riviera dei cedri" diverse sarebbero le opportunità turistiche, occupazionali, culturali e didattiche di cui usufruirebbe l'intera zona. L'istituzione del parco, infine, risulterebbe determinante al fine di una gestione coordinata del territorio, finora oggetto di edificazione massiccia e pesante antropizzazione.
Nella Legislatura 13º - Disegno di legge N. 169, il 9 MAGGIO 1996, al Senato della Repubblica. Grazie all'iniziativa dei senatori BRUNO GANERI, VELTRI, CARCARINO, MARINI e DE LUCA Michele; e nel PROGETTO DI LEGGE - N. 2000, Presentato il 25 luglio 1996 alla Camera dei Deputati grazie all'iniziativa dei deputati NARDINI, DE CESARIS, LENTI, GIORDANO, VALPIANA,Veniva richiesto l'Istituzione del Parco marino della riviera dei cedri. Le proposte di legge non hanno avuto un esito felice e da allora di questo progetto non si è fatto nulla. Chiediamo, con questa petizione, che venga ripreso in esame la possibile istituzione del Parco Marino della Riviera dei Cedri.